CASO TRUMP! Anche Apple e i Big dell’High Tech contro il MUSLIM BAN

Sergey Brin all'aeroporto San Francisco

“Nessuno è sopra la legge nemmeno il presidente degli Stati Uniti”

Bob Ferguson

Apple e i grandi nomi dell’High Tech si sono ormai schierati contro il MUSLIM BAN di TRUMP, attraverso l’”Amicus“. Una documentazione legale che coinvolge anche coloro che non sono direttamente parti attive della questione.
La riforma definita da molti “anticostituzionale” è stata applicata a sette paesi a maggioranza musulmana: IRAN, IRAQ, LIBYA, SOMALIA, SUDAN, SYRIA e YEMEN.

Tra i BIG che hanno sottoscritto la pratica troviamo: Apple, Facebook, Google, Microsoft, Netflix, Snap, Uber, Twitter, Intel, Ikea e l’Harvard University.

Tim Cook, l’amministratore delegato di Apple, afferma che “Apple non esisterebbe senza l’immigrazione”, in quanto lo stesso Steve Jobs, fondatore della compagnia, era figlio di un immigrato siriano.

Per Google e Netflix la misura “ostacola l’arrivo di grandi talenti nel Paese e i dipendenti di grandi aziende” e non sono mancati i segnali di protesta dagli stessi. Un esempio? Sergey Brin, co-fondatore di Google e presidente di Alphabet, è stato fotografato mentre manifestava contro il Muslim ban all’aeroporto di San Francisco. “Sono qui a titolo personale e perché sono un rifugiato. Voglio che mio nonno torni dall’Iran” dichiara ai giornalisti. Difatti, secondo Sundar Pichai, amministratore delegato di Google, ha precisato che sono quasi duecento i dipendenti vittime di questa riforma da lui definita “dolorosa”.

Cosa pensate al riguardo?


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